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WHITEY BROWNIE: Never anticipa l’EP di debutto • Fabio Negri

Whitey Brownie entro il 2018 fuori con il primo EP. Ad anticiparlo ‘Never’. Intervista e video per una delle migliori band “black” italiane.

Whitey Brownie Header

Whitey Brownie per me è un po’ come stare in famiglia.

Sono rimasto colpito dal loro primo pezzo, un paio di anni fa, ‘Lighthouse’.

Da allora credo di essere stato quasi uno stalker nei confornti di questo progetto che ho voluto seguire sempre da vicino, anche se in maniera discreta.

E seguendo Whitey Brownie da vicino ho avuto il privilegio di notare i cambiamenti che sono alla base di un progetto artistico quando nasce e si sviluppa.

Alessandro Trani: “L’evoluzione principale da ‘Lighthouse’ in poi e credo anche in tutto quello che verrà è Alessandro Pollio (che collabora anche con Figùra, un’altra band italiana che ha parecchio da dire e lo fa già con un disco bellissimo che puoi ascoltare qui, ndr) ed è il più resco di noi sia a livello di età che a livello di innesto nella band. ‘Lighthouse’ ci ha permesso di capire dove volevamo andare e adesso ci stiamo andando.”

Whitey Brownie Band Square

Ph by Asami Gambino

Sono due le anime che si conoscono di Whitey Brownie. Quella in inglese, di Lighthouse e quella in italiano di Vento. Due pezzi che hanno disegnato nettamente quello che la band è. E non è una band che “assomiglia a”, è una band libera che ha una propria identità già da oggi. In questo, Whitey Brownie è sorprendente.

Alessandro Trani: “Vento è stato il primo pezzo con Alessandro (Pollio). L’ingresso delle tastiere, dei synth e dei sample è stato fatto grazie alla sua collaborazione in fase di realizzazione. Il tutto è successo in modo molto naturale. Anche l’uso dell’inglese e dell’italiano non sono mai decisi a priori.”

I testi di Whitey Brownie sono scritti da Micol:

“Ci ho sempre tenuto ai testi delle canzoni. Anche quando non le scrivevo ma mi limitavo ad ascoltarle: ho sempre avuto cura nell’approfondire la parte tecnica, le assonanze, la scelta delle parole. Le analizzavo a fondo.
E tutti i testi di Whitey Brownie sono scritti in quest’ottica, che è quella che mi rappresenta di più. Scrivo ponendo molta cura sul suono delle parole e magari su una base di un certo tipo uso l’inglese perché suona meglio e su un’altra l’italiano oppure perché in quel momento il concetto che voglio esprimere lo sto pensando in quella lingua e non in un’altra.”

Whitey Brownie: ‘Never’

E il concetto di ‘Never’ ha messo insieme inglese e italiano (nella strofa).

“Never è nato in un momento particolarmente felice. Quando l’ho scritta ho pensato a come rendere quel momento e l’ho proiettato in negativo. Ecco, questo è il concetto che ti spiegavo prima sulla cura delle parole. La canzone, fra l’altro, a dispetto del titolo che ti porta a pensare a qualcosa di negativo, di depresso o chissà cos’altro viene ribaltata perché è un testo positivo. Non uccidi mai le mie vibrazioni positive, assecondi tutto quello che sono. Questo il messaggio.”

Semplice, disarmante. Perfettamente Whitey Brownie. Che si preparano a vivere l’estate con il loro pezzo più solare, appunto.

Alessandro Trani: “Never è un brano che dice molto di noi ma allo stesso tempo non dice tantissimo. Ce ne sono altri, pronti, che usciranno prima della fine dell’anno e saranno il nostro primo EP. Dove ci si potrà conoscere meglio per quello che siamo oggi, entrando in Whitey Brownie dalla porta principale.”

 

Whitey Brownie: Groove On, la scuola di musica

Whitey Brownie è un gruppo di persone che la musica la insegnano

“La cosa che ci mette più in difficoltà è quella di definirci. Con i festival, i locali, in qualsiasi situazione lavorativa quando ci fanno la domanda rituale ‘ma che musica fate?’ noi andiamo in crisi. Perché senza dubbio suoniamo musica black ma non siamo così definibili dentro la corrente neo-soul ad esempio, e più passa il tempo e più per noi diventa difficile. Quando dici che ‘la musica la insegnano’ per me significa anche che la musica ‘la studiano’, per poterla insegnare. E l’Italia è un Paese difficile quando si tratta di far coesistere il passato con il presente magari gettando anche un’occhiata al futuro. E ti dirò che insegnare a un bambino di sei anni il breve passo che separa Fedez da James Brown è molto stimolante.”

Alessandro Pollio: “…Anche perché il background che abbiamo noi è quello della black music e certe sonorità, un certo tipo di mood e di groove per noi sono del tutto normali.”

Una traccia, un asse italiano di artisti che nella musica nera trovano la loro espressione naturale: insieme a Whitey Brownie ci sono, fra gli altri, Figùra, Ainè, Black Beat Movement, Davide Sciortino giù fino a Technoir.
Un comparto artistico che ci rende orgogliosamente partecipi di una scena italiana che fa sempre più strada. Per fortuna, perché ne abbiamo bisogno.

“Quando ti trovi a lavorare nella musica a 360 gradi, da Whitey Brownie a qualsiasi altro tipo di sfaccettatura che può avere il lavoro di musicista in Italia nel 2018, ti rendi conto che poi i pregiudizi cadono per forza. Perché o cadono i pregiudizi o cambi lavoro. Il pregiudizio non è musicale, la musica non si basa sui pregiudizi.”

Whitey Brownie: il 2018

Whitey Brownie sta preparando il terreno all’EP d’esordio, l’anteprima di quel che ci aspetta è ‘Never’ e al momento sul resto non sarò certamente io a rovinare alcuna sorpresa.
Rest In Press sta curando la parte discografica di un lavoro che come dice Alessandro, Trani: “ci vede estremamente soddisfatti” e come gli fa eco l’altro Alessandro, Pollio “è la perfetta fotografia di quel che siamo adesso. Per noi è estremamente importante rappresentare il presente, il nostro presente, che magari domani avrà un colore diverso, uno spirito diverso, sarà comunque un periodo diverso”.

Whitey Brownie Band

“Vogliamo ringraziare Pantu e Rest In Press perché nell’anno in cui abbiamo lavorato insieme ci hanno sempre lasciato la libertà di creare, lasciandoci carta bianca e ha sempre creduto in noi accompagnandoci dall’inizio senza vincoli o costrizioni. Dandoci consigli ma senza mettere paletti”.

Insomma, Pantu è il quarto matto della compagine, “il più matto” secondo Whitey Brownie. E di questo gliene siamo assolutamente grati.

Fa caldo, ‘Never’ per il momento deve bastare per noi che la possiamo ascoltare fino a quando non sarà accompagnata dagli altri tasselli di Whitey Brownie.

Che alzano l’asticella delle aspettative perché ora sappiamo che è necessario che ci sorprendano. Sono fatti così e vogliamo loro bene proprio per questo.

Ci vuole ancora un po’ di tempo, ma noi sappiamo aspettare.

Puoi continuare a seguirli, anche sulla loro pagina Facebook.

Sorgente: WHITEY BROWNIE: Never anticipa l’EP di debutto • Fabio Negri

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Questa voce è stata pubblicata il 25 luglio 2018 da in News.

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